M. HIDEO SUZUKI

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   Mr. HIDEO SUZUKI

 

 Nasce a Tokyo in una famiglia molto numerosa. Terminati gli studi e divenuto ingegnere, trova lavoro e si sposa. Padre di due figli, usa il tempo libero andando a pescare in montagna a stretto contatto con la Natura.

Gli alberi che gli capita di raccogliere e di presentare a qualche mostra gli indicano il suo “DO” la sua via. D’accordo con la moglie lascia l’impiego e per mantenere la famiglia inizia a creare giardini. Viaggia molto e nel nord del Giappone conosce Mr. Abe Kurakichi con il quale approfondirà la sua conoscenza sui pini.

A questo punto entra nella Scuola del Maestro Hamano nello stesso momento in cui anche Masahiko Kimura inizia gli stessi corsi.

Entrambi non hanno ereditato un “giardino” ma la loro capacità sopperisce a ciò. 

Nel 1990 l’ABAN Associazione Bonsai Arte e Natura organizza il I° Congresso Bonsai Europeo in Italia, invitando quale ospite d’onore Masahiko Kimura il quale porta Hideo Suzuki come assistente.

Da quel momento Mr. Suzuki diviene docente della Scuola venendo due volte l’anno, all’inizio solo in Italia ed ora anche in Europa, rinunciando a volte a partecipare a mostre prestigiose come la Sakufu ten, la mostra annuale giapponese aperta solo ai professionisti per la quale ha già ottenuto un 1° premio.

Mr. Suzuki è uno dei settanta Maestri Bonsai riconosciuti tra i cinquecento professionisti e le piante dei suoi clienti vengono esposte alla Kokufu ten ogni anno dopo aver passato la selezione (su cinquecento piante presentate solo la metà viene scelta). 

l’Istruttore

 

“La cosa più importante è quella di apprendere le basi autentiche dell’arte bonsai e di metterci tutto il nostro cuore per realizzare delle forme naturali.

Ho accettato di insegnare in Europa per istruire delle persone affinché abbiano, oltre le capacità tecniche, anche una sensibilità spirituale.

Il mio più grande desiderio è quello di sviluppare il vero bonsai europeo e di poter insegnare in una Scuola dove, sia chi inizia quanto gli esperti possano studiare senza conflitti e senza competizioni”.